Era da tempo che sognavo di farmi tagliare i capelli in Giappone. Non un taglio qualsiasi, ma quella precisione chirurgica che qui sanno dosare come una cerimonia del tè. Seguivo da mesi diversi profili Instagram di parrucchieri a Ebisu – un quartiere elegante, quasi discreto, a due passi dalla più turistica Shibuya, ma con un’aria più raccolta, più “giapponese”.

Un giorno ho deciso di passare davanti al salone che mi ispirava di più. Non ho preso subito appuntamento: ho fatto prima un sopralluogo, ho osservato l’atmosfera, ho scambiato due parole con il parrucchiere. Gli ho mostrato una foto di un taglio corto con la nuca scolpita, proprio come piace a me. Solo in Giappone riescono a disegnare quella curva precisa senza che sembri mai troppo dura. Lui mi ha guardato con calma, mi ha sorriso e ha detto con una tranquillità tutta giapponese: “No problem.”

Così ho preso appuntamento. E il giorno è arrivato.

Appena seduta, con la mantellina addosso, ho sentito che non si tornava indietro. Era un piccolo rito che aspettavo da tempo. Ma, lo confesso, quando ho sentito il “click” della macchinetta, ho avuto un attimo di esitazione. Non paura vera, ma quella specie di brivido che si prova quando si fa qualcosa di nuovo e profondamente voluto. Mi sono lasciata andare. Mi sono affidata a quelle mani esperte, ai gesti calmi e precisi di questo ragazzo giovane e gentile, che forse era anche lui un po’ emozionato per la sua prima cliente italiana.

Quando ha cominciato a rifinire la nuca con la clipper, ho sentito un leggero pizzicore, quasi un solletico, e in quel momento mi sono completamente rilassata. Due colpi di forbici precisi per rifinire i lati e la frangia, che volevo comunque piena e un po’ “anni Sessanta”, in stile Mary Quant – come me l’aveva tagliata il mio parrucchiere di fiducia in Italia. Alla fine, ho guardato a terra: non c’era la montagna di capelli che temevo, ma solo qualche ciocca leggera, quasi polvere.

Quando mi ha mostrato il risultato, era esattamente quello che volevo. La nuca perfetta, la linea pulita, il viso incorniciato come da foto. Ma soprattutto, mi sentivo bene dentro.

Tutto, dal lavaggio capelli fatto con una delicatezza quasi irreale (non una goccia negli orecchi, neppure una sul viso), fino al massaggio finale, è stato un piccolo capolavoro di attenzione e misura. Il prezzo? Lo scoprirete da sole – ma vi garantisco che vi sorprenderà in modo molto positivo.

Poi, con l’imbrunire, mi sono regalata una cena in un localino nascosto di Ebisu, con giardino interno e candele sui tavoli. Ma di questo – e di tante altre piccole esperienze di bellezza, lentezza e scoperta – vi racconterò nel prossimo post.