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Il Blog

Parco Inokashira a Kichijoji Tokyo con laghetto, alberi e atmosfera rilassante urbana

Un perfect day a Kichijōj fra vintage, laghetti e libertà

Tokyo offre molto di più delle mete instagrammabili o dei classici irrinunciabili per chi opta per il fai-da-te.

Basta salire su un treno, allontanarsi di poche fermate dal centro, e si apre un altro mondo.

Arrivando in aereo lo si vede subito: Tokyo è una città piena di verde. I giapponesi amano i parchi pubblici. E che libertà, lasciatemelo dire. Senza polemizzare, ma come ci si sente bene a passeggiare senza dover costantemente proteggersi dalla microcriminalità anche solo quella “leggera”. A volte sembra di essere in un film italiano degli anni ’50, con tutto visto attraverso lenti rosate.

Certo, c’è anche l’altra faccia della medaglia: un conformismo che può apparire opprimente, un po’ come da noi in quegli anni. Ma da ospite si godono soprattutto gli aspetti positivi.

Oggi avevo voglia di “vintage”. Che qui, a onor del vero, quasi non si distingue dal nuovo. Di rivenditori di moda pre-owned di livello Tokyo è piena, ma a Kichijōji c’è una deliziosa stradina con tante botteguccie da innamorarsi. Tutto perfettamente portabile, capi scelti con cura, niente ammucchiate disordinate.

Dall’altra parte della stazione è un susseguirsi di grandi magazzini e negozi per uno shop-until-you-drop. Ma qui l’atmosfera è molto più rilassata.

Accanto, attorno e sopra a queste botteguccie di charme si nascondono caffetterie e ristorantini deliziosi, inclusa una vera pizza italiana e un paio di ristoranti WA tradizionali per cui vale la pena fare il viaggio apposta.

La vera attrazione, però, è il parco. Al centro un ridente laghetto, un santuario scaccia-malocchio, e l’immancabile affitto di barche e pedalò che farebbero invidia a Maurizio Ferrini chi non ricorda il rappresentante della Cesenautica Internescional di “Quelli della Notte”?

È una di quelle giornate perfette:
arrivi dopo pranzo con calma,
fai qualche spesuccia vintage,
passeggiata nel parco con giro d’obbligo sul pedalò,
cenetta molto giapponese in locale tradizionale magari in privé pittoresco o in un giardinetto storico in stile Edo e poi, direttissimo per Shibuya.

Et voilà : un altro perfect day.

Ah, dimenticavo. Dall’altra parte della stazione c’è anche un piccolo zoo con trenino e giardino delle marmotte da accarezzare, una sfilza infinita di parrucchieri, centri estetici e massaggi, boutiques a perdita d’occhio…

Ma di questo parliamo un’altra volta 😉