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Tramonto a 634 metri tra Sky Tree e lanterne sul Sumida
La mia curiosità sincera mi ha portata in giro per mezzo mondo, e quindi non ho esitato a farmi un giretto per vedere il tramonto su Tokyo dall’alto della Sky Tree.
Avevo trovato un ryokan davvero molto bello diverso da quelli in cui sei sempre un po’ scomoda e senti freddo da tutte le parti uno di quei posti in cui pensi: potrei vivere in questa stanza. Forse perché è gestito da un’adorabile signora con cui ci siamo capite subito, forse perché l’ho scoperto quasi per caso, nascosto in piena vista, tanto che chi passa davanti pensa sia una fregatura.
Da ogni stanza, e a dire il vero da quasi tutta la città, si erge imponente la Tokyo Sky Tree che con i suoi 634 metri domina il panorama. Curiosa come sempre, mi sono avvicinata quasi distrattamente, solo per capire dove fosse l’entrata. E invece, fra una cosa e l’altra, una ragazza dello staff gentilissima mi ha accompagnata alla biglietteria e, prima che potessi mormorare un “ma veramente io…”, mi sono ritrovata nell’ascensore che mi catapultava a centinaia di metri di altezza.
Girare l’osservatorio a tutto tondo, guardare la metropoli vibrante stendersi sotto di noi e, nella giusta prospettiva, il profilo del Monte Fuji che emerge all’orizzonte… è qualcosa che vale la pena vedere anche per chi, come chi era con me, non è particolarmente affascinato dalle altezze.
E come spesso accade in Giappone, la serata è continuata “per caso”. Sul fiume Sumida, a bordo di una tradizionale yakatabune le grandi barche su cui nel periodo Edo si banchettava con sakè, cantando inni all’amore e alla luna.
Lo ammetto: la vecchia shitamachi, la downtown, quella che per noi sarebbe il centro storico popolare, a volte lascia un po’ a desiderare. Ma poi ti sorprende con opere monumentali, con contrasti inattesi, con scorci che non ti aspetti.
È così il turismo: spesso è questione di fortuna. Nei posti ci vai una volta sola e poi mai più, e tutto dipende da mille fattori una persona incontrata, una luce, un dettaglio. Lo ripeto sempre: il Giappone è un luogo che si lascia accarezzare, ma mai afferrare con forza. Se provi a stringerlo troppo, è come un’anguilla: ti sguscia via, lasciandoti con un palmo di naso.
