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Perfect Night, Lost in Translation
Avete presente l’albergo dove hanno girato Lost in Translation? Ebbene, non solo esiste ancora, ma è rimasto pressoché identico.
Siccome non si può sempre aspettare il fine settimana per concedersi una serata speciale, ho deciso di regalarmi una soirée al Park Hyatt di Shinjuku.
Prenotazione fatta con largo anticipo: menu, champagne a volontà, cena all’ultimo piano del grattacielo con vista mozzafiato. Insomma, tutto perfettamente pianificato, outfit compreso.
Se non fosse che, proprio il giorno prescelto, si è abbattuto un diluvio freddo e scrosciante, costringendomi a rivedere completamente il piano di abbigliamento.
E non è finita lì.
Il tassista, che sembrava uscito direttamente da un episodio di Ai confini della realtà, ci ha lasciati davanti a un altro albergo con un nome simile, ma ovviamente non quello giusto. Realizzato l’inghippo, ho dovuto raccogliere le ultime energie rimaste e risalire su un altro taxi, scusandomi e chiedendo di essere portata… praticamente dietro l’angolo.
Per fortuna, il cielo anche se molto, molto bagnato mi ha voluto bene: il secondo tassista ha capito subito la situazione e, con un guizzo degno di un campione, in un attimo mi ha portata a destinazione.
Sipario. Cambio scena.
Tutta l’umida disperazione si è dissolta non appena sono arrivata all’ultimo piano: luci soffuse, un’improbabile orchestrina di occidentali che suonava un evergreen… e una fanciulla uscita da un manga che mi accompagna al mio tavolo accanto alla vetrata del New York Bar, al 52° piano del Park Hyatt.
La cena? Delicata e squisita. Non un’abbuffata, ma qualcosa pensato per accompagnare lo champagne e io, che di solito non bevo, quando lo faccio… lo faccio seriamente.
Il resto è quella normalità straordinaria delle sere perfette: uscire sotto il diluvio, spegnere ogni contatto con il mondo e concedersi uno spazio sospeso tra le nuvole, al suono di Come Fly With Me.
E poi il ritorno a casa, in taxi, sotto la pioggia battente. Avete presente quando le gocce sui finestrini diventano un caleidoscopio di luci mentre sfrecciate tra i neon della città? Tokyo sotto la pioggia ha qualcosa di profondamente Blade Runner.
Canticchiando un vecchio motivo, e poi…
La mattina dopo, non ricordarsi esattamente come si è arrivati a casa.
