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Miyake Street
La mia “Miyake Street”
Ebbene sì, dovete sapere che in quel di Aoyama c’è molto più di quanto l’occhio degli: le influencer riesca a cogliere.
Attorno ai boulevard principali si diramano infatti viuzze e stradine di charme piene di tesori nascosti… ma in piena vista. Perché non esiste mica solo il turista “tetesko di Tchermania” capace di scoprire i vicoletti pittoreschi italiani.
Ma partiamo con ordine.
La mia passione per Issey Miyake è ormai cosa nota. Così, un bel sabato di fine aprile, in barba al celebre detto toscano “a marzo ogni bacherino va scarzo ma ad aprile chi unn’ha le scarpe vo’ morire”, mi sono vestita tutta Miyake: camicetta color chartreuse, un giallo con una infinitesimale punta di verde e sandali piatti a listelli sottili bianchi, nuovi di zecca.
Mi sono quindi diretta verso Aoyama, ma dal lato opposto rispetto a Omotesandō, dove sorgono boutique Miyake una dietro l’altra come se la strada appartenesse ufficialmente a lui.
Dire “me tapina” sarebbe falsa modestia.
Fra mille calcoli, spostamenti di budget e auto-convincimenti (“do solo un’occhiatina”… ma a chi volevo darla a bere?), sarà stato il mio taglio di capelli che non passa inosservato, sarà l’occhio di lince delle commesse uscite direttamente da un film di Jim Jarmusch fatto sta che mi hanno immediatamente riconosciuta come preda ideale.
La faccio breve?
Camicetta increspata color indaco-blu-balena da sogno… con pantalone coordinato. Ohibò. Facciamocene una ragione.
Accanto, lo showroom delle borse dove flask flask ho fatto tutte le foto clandestine possibili per le amiche e, di fronte, la boutique di Pleats Please, dove mi sono ritrovata davanti al naso un ensemble color acquamarina talmente bello che definirlo “favoloso” sarebbe quasi offensivo.
Era esattamente il tipo di completo che pensavo di prendere per un matrimonio. Alla fine però ho optato per un altro vestito, ancora più bello. E così questo incontro mi ha lasciata con due emozioni opposte: da una parte felice di averlo scoperto “dopo”, altrimenti avrei preso quello e fine dei giochi; dall’altra un poco malinconica per aver ormai esaurito la gloriosa allocazione alla voce “moda e dintorni”.
Santi numi.
Non mi è rimasto che rifugiarmi nel flagship-caffè, chiamiamolo così, della celebre biscotteria Yoku Moku, nella mia ribattezzata “Lounge del Mattone Blu”, nascosta anch’essa in piena vista perché la corte interna semplicemente… non si vede. Bisogna sapere che esiste.
E pensare che questo posto c’era già ai tempi della Bubble Economy degli anni ’80, quando venni in Giappone la prima volta. Ma questa è un’altra storia… e ve la racconterò.
Qui ho gustato una crêpe salata con prosciutto e burrata. Insomma… devo davvero aggiungere altro?
Carica di pacchetti e borsine mi sono poi addentrata nelle viuzze laterali, dove si susseguono beauty center, parrucchieri e visagisti uno più bello dell’altro, alternati ai migliori studi di architettura e arredamento della città. Non stupisce quindi che la zona sia disseminata di posticini deliziosi.
Ho girato senza posa finché, dopo vari caffettini strapieni, ne ho trovato uno accanto a una sartoria giapponese che realizza completi su misura con stoffe italiane di altissimo livello.
Questo luogo quasi fiabesco, tutto in legno chiaro, offre tè aromatici e dolcetti in un’atmosfera rilassantissima, con tavolini all’esterno affacciati su una stradina talmente immacolata da sembrare finta. E lì, inevitabilmente, ti prende anche un po’ di rabbia pensando alle nostre strade italiane infinitamente più belle e cariche di storia troppo spesso sporche, trascurate e da attraversare sempre con un filo di allerta addosso.
E così sì, anche quando arriva un poco di nostalgia, qui respiro una sensazione di immensa libertà che mi corrobora ogni fibra dell’essere, come adagiata su una nuvola di pixie dust, tanto che quasi non mi accorgo sia già ora di tornare all’ovile.
Phew.
Mentre il taxi mi riporta a casa, mi ritrovo una canzone di Battisti in testa. Un po’ come succede spesso a noi donne quando siamo completamente rilassate…
(ovviamente insieme anche ad altre canzoni 😉)
