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Il Giappone è un paese per ragazze
Quando arriva l’estate in Giappone, per noi ragazze si apre ufficialmente la stagione delle scarpe aperte.
E questo significa una sola cosa: le estremità vanno curate con ancora più dovizia rispetto a quando possiamo nasconderle dentro rassicuranti calzerotti di lana.
Come tutte, anch’io non tradisco mai la mia fedelissima amica ed estetista di una vita, con cui prendo il caffè tutte le mattine quando sono in Italia. Ma quando la permanenza si fa lunga, bisogna trovare una soluzione.
Che fare?
Spippolando un poco in rete, in zona centrale le estetiste straniere che parlano inglese non mancano. Però, detto fra noi, c’era qualcosa che non mi ispirava troppa fiducia. Forse servivano una clientela particolare, forse era solo una mia impressione.
Allora mi sono ricordata della solita saggezza giapponese: meglio affidarsi a chi ha una reputazione importante da mantenere. Così ho preso appuntamento con la sede locale di una catena affermata di centri estetici.
Non dovevo fare grandi cose. Ma farsi mettere mano ai piedi, con tutti gli attrezzi e i prodotti necessari, in un paese straniero e con barriere linguistiche importanti… un certo pensiero lo dava.
Mi sono detta: bando alle ciance. Se voglio mandare delle clienti, devo provare io per prima.
Appuntamento fissato al telefono, e senza ulteriori indugi mi sono diretta in questo salone al secondo piano di un piccolo palazzo in centro.
Mi accoglie una signora non giovanissima, un poco paffutella, capelli argento con ciocche arcobaleno. Al primo sguardo mi ha messa immediatamente a mio agio, al sicuro. Nonostante ci capissimo più che altro a gesti e sguardi, proprio per questo si è creato un contatto più profondo, più intenso.
L’esperienza è stata davvero positiva. La delicatezza, la cura dei dettagli, la professionalità impeccabile mi hanno fatto dimenticare che stavo navigando in acque sconosciute. Il risultato? Notevole.
Sapete quella sensazione quando uscite per strada, vi sentite a posto, e vi viene spontaneo alzare un poco la testa come a dire: “Mondo, eccomi qua!”?
Possono sembrare cose futili. Forse solo le donne possono capire davvero questa sensazione. Ma tant’è: il Giappone è un paese per ragazze.
Conservo ancora una vecchissima guida del Touring Club, in bianco e nero, con la Tokyo degli anni ’60. All’inizio diceva pressappoco: “Venendo a Tokyo si ha l’impressione di trovarsi in un paese di sole ragazze.”
Non ho dati demografici alla mano, ma a pelle è ancora così.
Certo, il Giappone ha molti aspetti: la natura lussureggiante, la cucina variegata, l’arte, la storia, la moda, la bellezza, il wellness, una profonda spiritualità. Il principio di non-dualità di corpo e spirito insegna che non c’è una vera separazione fra materia e interiorità.
E allora anche questi momenti apparentemente frivoli non lo sono affatto, soprattutto quando fanno bene all’anima.
