+39 331 9796041
Chiamaci

Il Blog
Aoyama, acquamarina e memorie italiane
Trent’anni fa, in Aoyama Street, c’era un piccolo pezzo di paradiso. Si chiamava Perbacco.
Un angolo d’Italia nella Tokyo degli anni Novanta: tavolini fuori, l’affettatrice del prosciutto a volano rosso fuoco che dominava la scena, il bancone in legno chiaro color miele come nei bar di provincia, e nell’aria un profumo quasi irreale. O perlomeno così lo ricordano gli italiani di lungo corso in Giappone.
Erano talmente pochi che bastava entrare per un caffè e incontrare qualcuno che conoscevi. Un microcosmo.
Poi, verso la fine del millennio, il palazzo fu venduto.
Al suo posto sorse un fasshon biiru con tanto di grandi marchi del lusso, facciate minimal, vetrine illuminate e prezzi che fanno perdere il senso dell’orientamento.
Addio spicchio di paradiso nel Sol Levante.
Le stagioni passarono. Le boutique si susseguirono come le collezioni primavera-estate. Finché arrivò una nuova maison, in Italia ancora quasi sconosciuta: CFCL. CFCL Clothing For Contemporary Life.
Nata da un ex designer di Issey Miyake, ma non una copia. Piuttosto una prosecuzione silenziosa di quell’idea giapponese per cui la forma nasce dalla tecnica. Niente decorazione superflua. Il tessuto è struttura. Il capo è architettura morbida. 3D-knit, zero sprechi, linee pure, sostenibilità non come slogan ma come metodo.
Post-avantgarde, ma portabile. Li ho scoperti quasi per caso. All’ultimo piano del fasshon biiru c’è un bellissimo caffè anche se, ahimè, il caffè è una ciofeca.
È stato lì che, come un fulmine a ciel sereno, l’ho visto.
Un abito sul manichino. Tessuto strutturato color aquamarina.
Mi chiamava. Mi chiamava…
“Ohi me tapina…”
Come potevo resistere?
Prova in camerino.
Golden hour su Aoyama.
Sandali dorati.
Pedicure verde salvia.
Favoloso.
E poi la realtà, come una bastonata.
Fra le spesuccie mie, le commissioni di borsette e blouson per le amiche, i miei jeans Momotaro, il vestito rosso fuoco di Issey Miyake (vedi episodi precedenti!), senza contare un doppio addebito dei grandi magazzini poi risolto il credito era a zero.
Zero.
Che figüüüra. Sob.
Così, nonostante il giretto trionfale in strada con l’abito aquamarina, questa volta è rimasto solo nel cuore.
Ma non è detta l’ultima parola.
La moda, come Aoyama, sa aspettare.
E la prossima volta se volete vi ci porto pure a voi.
